Il Sentiero delle Sorgenti del Bisenzio è un percorso ad anello che si può fare un una giornata la cui partenza ed arrivo consigliati sono da Luogomano, da cui ci si può avviare verso avventura e scoperta, foreste ed ruscelli.
L’anello calca vie e sentieri legati alla storia di queste terre, battuti da camminatori e abitanti del posto che trovano, tra questi alberi, luoghi di natura e scoperta nella Riserva naturale Acquerino Cantagallo da vivere seguendo il tema delle acque.
L’anello è fattibile da chiunque abbia un minimo di allenamento, anche per chi è meno esperto ma ha un’ottima dose di voglia di conoscere luoghi avvolti da storia e leggenda. Il percorso tocca i fabbricati di Vespaio e delle Barbe, diversi punti sosta con tavolini e panche dove fare una bella pausa rigenerante, staccionate e gradini e una cartellonistica completa, dalle informazioni escursionistiche a quelle toponomastiche e storiche legate al territorio.
Sono tante le ragioni per cui dovreste partire per questo anello: la natura e la storia accompagnate da leggende e antiche ricerche.
Partire per il Sentiero delle Sorgenti del Bisenzio significa anche avviarsi verso una storia di ricerche e racconti sussurrati, analisi e leggende tutti riguardanti un’unica grande domanda: dove si trovano le sorgenti del Bisenzio?
Seguire il corso di un fiume fino alla sua sorgente, a volte, è come ripercorrere la sua storia e l’origine di un territorio; il Bisenzio bagna le nostre terre eppure le sue sorgenti si sono nascoste per anni, richiamando studiosi, viaggiatori e abitanti nel posto in una affascinante e sfuggente ricerca.
Il primo indizio da cui tutti sono partiti è il nome: bis+entius, “doppio corso”, sembra indicare l’origine da una confluenza di due corsi d’acqua, lasciando spazio ad ancora più interpretazioni, ipotesi e leggende.
Nel corso dei secoli, studiosi e viaggiatori hanno cercato di localizzare l’inizio, come Emanuele Repetti, che ne attribuiva l’origine a “umili rigagnoli” nei pressi di Treppio, fino ad Antonio Targioni Tozzetti, che lo vedeva nascere dalla confluenza di “fossi e torrenti che tutti scaricano nel Bisenzio”.
Arriviamo alla tesi di Emilio Bertini che, nella sua Guida della Val di Bisenzio, parla di due corsi d’acqua che danno vita al fume e che “Laddove il Bacciuccio e la Trogola confondono insieme le acque, cioè sotto l’aspra pieve paesecolla di Cantagallo, in luogo detto il Mulino della Sega, ha vita e piglia il nome di Bisenzio”.
Dovremo attendere la metà degli anni ’90 e la ricerca minuziosa di David Pozzi e Annalisa Marchi, del Centro di Documentazione Storico Etnografico della Val di Bisenzio, per individuare con maggiore precisione l’inizio del fiume dopo rilievi e analisi: “se il Bisenzio nasce dalla confluenza di due corsi d’acqua, come lo stesso nome suggerirebbe, la confluenza oggettivamente più probabile è da collocarsi alla base del Poggio di Vespaio, dove il Fosso delle Barbe si unisce al Torrente Trogola”.
Da lì, il Bisenzio prende davvero vita, tra vene d’acqua antiche e un paesaggio che, in qualche modo, ne custodisce ancora oggi il segreto. Buon cammino!
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